Isolamento e determinazione strutturale di composti naturali ad attività inibitoria della trombina; sintesi e valutazione in vitro e in vivo di PEG-coniugati

I funghi appartengono a due famiglie i Basidomiceti e gli Ascomiceti. I Basidomiceti hanno dimostrato attività  antibatteriche, antivirali, citostatiche, immunostimolati, ipoglicemiche.  Questi funghi rappresentano una fonte di inibitori della trombina che è tuttora in fase di studio, anche se in realtà  la loro attività  nei confronti delle proteasi seriniche include anche quella verso la tripsina. La ricerca è volta ad isolare e caratterizzare nuovi principi attivi di origine naturale caratterizzati da attività  inibitoria nei confronti della trombina, enzima chiave coinvolto nei meccanismi della fase plasmatica dell'emostasi. Alla luce dei risultati ottenuti nello screening su un campione di 95 specie selezionate di funghi, al fine di valutare la loro attività  inibitoria nei confronti di trombina e tripsina, l'interesse si è finora concentrato sui funghi Gloeophyllum Odoratum, Stereum hirsutum ed Amanita Virosa  dai quali sono stati isolati una serie di composti di natura triterpenica con significativa attività  inibitoria della trombina.

 

La coniugazione di semplici farmaci a polimeri sintetici è di grande interesse per applicazioni farmacologiche. La progettazione di profarmaci comprende un area di ricerca connessa con l’ottimizzazione del rilascio di farmaci. I polietilenglicoli (PEGs) trovano impiego quali matrici oligomeriche, dal momento che sono facilmente disponibili in un ampio range di pesi molecolari. Il PEG è noto per la sua bassa tossicità, non è antigenico ed è biocompatibile, è solubile in acqua e nella maggior parte dei solventi organici e date le sue proprietà, è adatto come carrier per i farmaci. Il polietilenglicole (PEG) e i materiali polimerici basati su di esso presentano notevole interesse per le loro applicazioni biotecnologiche e farmacologiche. Un farmaco coniugato al polietilenglicole (PEG) presenta una solubilità migliore di quella del farmaco originale, permettendo inoltre al profarmaco, oltre a regolare l'assorbimento e quindi migliorare la distribuzione nell'organismo, di rilasciare il farmaco in modo da prolungarne il tempo di permanenza nell'organismo e quindi nei distretti in cui dovrà svolgere la sua azione farmacologica. La ricerca si propone di aumentare la capacità di carico del polimero e coniugare  composti biologicamente attivi al fine di ottenere un effetto sinergico. I profarmaci sono studiati in vivo e in vitro. In particolare, l'attenzione è focalizzata sullo studio farmacocinetico di varie molecole a diversa attività biologica coniugate ad un Multi PEG, ad alto peso molecolare e ramificato, il cui comportamento in vivo viene studiato sviluppando dei modelli matematici ad hoc. L'alto peso molecolare del MultiPEG ramificato ha dimostrato, infatti, di essere un sistema di drug delivery affidabile in grado di prolungare la permanenza nel sangue dopo somministrazione orale dell’adotto. Dall'analisi dei dati sperimentali mediante il modello matematico sviluppato si evince che il prolungamento dell'effetto della/e molecola/e coniugata/e è dovuto essenzialmente alla bassa permeabilità dell’addotto.

Ultimo aggiornamento: 13-08-2018 - 19:50